mercoledì 25 aprile 2018

E' una giostra che va!


Le pagelle dell'anno

Michele Bernardini. Un piede in due squadre, amministra le forze come ha sempre fatto con le spese. Da sempre tiene dietro al bilancio come lo Sceriffo di Nottingham, evitando buchi nei conti, mentre in difesa rifugge gli svarioni. In mezzo a tanto raziocinio, resta un isolato colpo di testa, all'indietro, a rompere l'equilibrio sopra la follia. Bracalone.

Davide Tolomelli. Doctor Jekyll si inserisce in punta di piedi in campo, Mr Hyde viene denunciato da diversi custodi dei campi per rumori molesti negli spogliatoi. Le due personalità si fondono quando vede rosso e allora 'Toro-melli' diventa protagonista di un gruppo che si salva anche grazie al suo carattere. Dire che supera il tagliando sarebbe fin troppo facile. Rivelazione.

Filippo Tonielli. Il suo peso nella squadra cresce e non si può certo ignorare, il quintale di energia sprigionata lo ha visto bene nelle due fasi, quando trova la sua posizione in campo è sempre più difficile smuoverlo. Esemplare nel professarsi innocente dopo calcioni memorabili, o nel volare a terra sfiorato da un alito di vento ("Sei matto?!"), per spostarlo serve una gru. Ma la sua leadership resta come la maglietta, aderente, stagliata e senza pietà. Attila.


Simone Quadretti. Simone 'il gettone' in difesa la fa da padrone. Capace di spazzare l'area quando occorre e di alzare la testa quando la partita lo richiede, non ha disdegnato di uscire dal perimetro, per avventure offensive che non ne hanno rovinato l'immagine disegnata fin lì. Decisamente un bel Quadro, con poche sbavature. Artigiano.

Luca Bernardini. Tra botte, tirotti e acciacchi, vive una stagione malconcia. Consapevole che il passo da Capitan America a Capitan Findus può essere maledettamente breve, sceglie di essere Uncino e come un esperto pirata incita la ciurma, si destreggia negli arrembaggi e dà il meglio di sè quando nell'aria fischiano le pallottole, cercando il gol che, come l'Isola, non sempre c'è. Ma nei Caraibi esiste ancora uno spazio per un'aquila dal cuore corsaro. Bucaniere.

Francesco Mezzetti. L'uomo dai muscoli leggeri segna gol pesanti che l'anno scorso si divorava. Sovrano del riscaldamento prolungato, principe della continuità, vive un'annata da imperatore della regolarità, sempre lì, lì nel Mezzo... esattamente al suo posto. Metronomo.

Simone Appignani. La paternità non è certo un pranzo di gala, forse un sogno ad occhi (troppo) aperti? Qualunque sia la risposta, il guerriero famoso per le sue scorribande negli accampamenti nemici a volte si è trovato a vagare, alla ricerca del sonno perduto. Presto scenderà dalla luna. Ippogrifo.

Marco Maggioreni. Con quella maschera da Take That o da bagnino di Baywatch inganna pubblico e avversari da una vita. In realtà è un essere mostruoso che predilige le acque torbide alle barriere coralline, le sabbie mobili alle spiagge di sabbia fina. Squame e quantità. Gorgone.

Giuseppe Goteri. Ritornerà, in ginocchio da te. Il menisco funesto priva l'Aquila di un sicuro protagonista, anche solo come rassicurante alibi per le sconfitte. Ma il piccolo Robben nato negli altri Paesi Bassi farà ancora risuonare il suo famigerato sinistro, spauracchio di fisioterapisti e radiologi. Sgangherato. 

Alessandro Bufalini. La terza giovinezza è una condizione dell'anima, ma anche il fisico risponde presente. Di partita in partita cresce e si conferma come la favola del Chievo, ogni anno a rischio retrocessione e poi invece sempre in pista, tignoso con le grandi, spietato quando serve, eterno come Pellissier o Sorrentino. Senatore.

Stefano Calabrese. La barbetta ne allunga i tratti, affilati come il rasoio dimenticato nel cassetto. Sulla fascia allunga gli scatti, per amore o per forza costretto a cambiare ruolo e a trasformarsi in tornante moderno, Benarrivo-Di Chiara del Parma di Scala, sacrificando le velleità offensive in favore di chiusure spesso pure decisive. Scavezzacollo.   

Gianmarco Catapane. Il suo tacco è come un rock, i suoi gol son tutti un quiz. Prende al volo la coda della scimmia, ma solo quando è davvero difficile la porta con sé e ritira il premio, altre volte la molla sul più bello e resta in Giostra. Come uno spritz dopo il caffé, non ama lo scontato, come fare il vocalist in discoteca senza bere un goccio. Ed è così anche quando segna, all'inverso. Cata-pulta.

Alberto Marzi. Atterra tra i terrestri un po' spaesato, più alienato che allenato. Anche perché si chiama Marzi, lo ha chiamato Maggio, sparisce fino ad aprile, si sposerà ad agosto, faceva il portiere e segna gol del terzo tipo. Marziano!

Leonardo Zanni. A tutte le ore, il trascinatore. Il primo a convocare, il primo ad arrivare, il primo a crederci, il primo ad esultare anche quando la palla non è entrata e non entrerà. Vede il gioco talmente prima degli altri che non sfugge a qualche abbaglio clamoroso: può capitare ai veggenti del pallone. Di questo passo, la salvezza non può che arrivare anticipata. Profeta.

mercoledì 25 ottobre 2017

Otto uomini e una gamba





Generosità, concentrazione, opportunismo. Ingredienti del primo menu di stagione che permette all'Aquila di assaporare un gusto dimenticato. Nella vittoria per 3-2 contro i Desperados si è vista la mano sulle teste di mister Zanni, la consapevolezza di non dover mettersi a fare quello che non si sa fare e la capacità di rimanere uniti anche quando il fiato è mancato e la nave temporaneamente ha imbarcato acqua.

   L'Aquila ha sofferto un quarto d'ora, ma non è crollata. Anzi, ha ribaltato una partita non banale. Per i primi 15 minuti l'ossigeno non arrivava al cervello, gli altri si sono fiondati in campo a tutta e qualcosa di troppo si è rischiato, ma c'era anche la possibilità di passare in vantaggio, quando Mezzetti non ha retto all'emozione e ha mirato ad un obiettivo troppo alto, dopo che un caracollante Marzi aveva costretto il portiere alla ribattuta.

Poi è entrato in campo Catapane. Acquistato per segnare, non si è smentito e alla prima palla toccata ha fatto centro, ma nella sua porta, dopo che Tonielli aveva di poco sbagliato la valutazione del tempo di intervento. Nell'ordine: corner, liscio di Tonielli che spazza l'aria sul vertice, retro del gambaletto di Catapane e palla nell'angolino a sorprendere un Romanin fino a quel momento attento.

   Poteva essere la sferzata che fa cadere le foglie dall'albero, invece è stato il vento freddo che sveglia il dormiente. L'1-1 è arrivato poco dopo, e in modo esemplare: schema su angolo, velo di capitan Bernardini, Tonielli calcia a rete, il portiere respinge e Catapane è il rapace sulla preda.

 Il pari ha dato morale e alla fine del primo tempo l'Aquila è andata al riposo convinta di poter prendere il controllo. Nella ripresa è subito il gracile Tonielli a salire sul palco, accusando strani dolori in punti bizzarri del corpo, guarda caso quando si sentiva improvvisamente svenire davanti agli attaccanti. E così, brevettando un genere a metà tra la spalla comica e le grida manzoniane, ha trovato anche un paio di percussioni giuste: in una di queste ha calciato forte e ha colpito Catapane, fuori posizione praticamente tutta la partita, ma ancora al posto giusto al momento giusto, a correggere in rete rischiando l'ormai celebre gamba.

Il 3-1 è nell'aria e arriva con un'altra bella azione: l'acciaccato Bufalini per una volta lascia nell'armadio le videocassette degli anni '80, dimentica i sombreri al rallenty e duetta nello stretto con capitan Bernardini che conclude con precisione.
 
Potrebbe essere chiusa, ma i Desperados l'hanno riaperta approfittando di un equivoco da soap opera, ancora una volta orchestrato con maestria dal caposala Tonielli: risultato, mentre lui discuteva su una rimessa, gli avversari si sono rimessi in partita. Qualche brivido ancora, alla fine due traverse scheggiate e un palo per i Desperados, una traversa per l'Aquila nel secondo tempo, prima del triplice fischio che ci consegna al Ponte dei Morti e consente all'Aquila di assaggiare un piatto ricco, nonostante fosse in bianco.

lunedì 15 maggio 2017

Golden Boys





Aquila Claterna batte Caracol 40005 4-1 (3-0).
   Aquila (2-3-1): Romanin, Pasi, Tonielli, Goteri, Maggioreni, L.Bernardini, Bufalini. (Calabrese, Appignani, Mezzetti, M.Bernardini). All.: Zanni. Viceall.: Lattante.
   Reti: Goteri, L.Bernardini, Appignani, Bufalini.


   Pasi: Stopper granitico, presidia e combatte col suo stile anni '60, tutto mosse di thai boxe imparate da poco e infantili reminescenze di wrestling, sempre efficaci. André The Giant.
  
   Tonielli: E' lo scudo missilistico che difende l'armata dalle incursioni dei caccia nemici, il muro costruito con calce e calcioni per blindare l'oro protetto nel caveau. Sentinella.

   Goteri: Sinistro mietitore falcia la fascia come nel giorno del giudizio, segna il primo sigillo sul libro della salvezza poi manda a quel paese tutti i macchinisti che lo hanno ospitato sui treni tra Firenze e Bologna. Velociraptus.

   Maggioreni: Scuoia l'erba come un unno, scortica il centrocampo con tecniche da comanche, spezza l'ordine tra le orde. Colpire il pallone ogni tanto è un optional, ma nel suo mirino qualcuno finisce sempre. Predator.

   L.Bernardini. Per il 2-0 si inventa una manche alla Gustav Thoni. In piedi fino alla fine, dopo aver quasi inforcato e riuscendo a tenere in equilibrio sul naso il ciuccio di sua figlia appena nata. Circo bianco.

   Bufalini. Si presenta glabro forse per scrollarsi di dosso la nomea di attaccante ruvido, trasforma il cucchiaio di legno in metallo pregiato per il poker che vale la Golden. Mida.

   Calabrese. Non mette su chili neanche per sbaglio, ma il suo peso in campo cresce ogni anno e il suo ronzio è ormai resistente a ogni insetticida. Pappataci atomico.

  Appignani. Peccato per la deviazione ininfluente sul terzo gol, ha rovinato qualcosa di ben più spettacolare... E anche sulla punizione, verrebbe da dire 'per un pelo', se non fosse per la pelliccia che tramanderà all'erede. Guanaco!

  Mezzetti. Questa volta la fascia non è un asse da 'stiro', ma una scia di lasonil dove si unge come un guerriero in corsa verso la Terra di Mezzo, rigorosamente senza strappi alle regole. Arnica.

 M.Bernardini. Distinta, d'istinto, di stinco! Senza tanti discorsi, distribuisce caldarroste come a novembre. La parola è d'argento, il suo silenzio è... Golden. Tacito.

Zanni. Resta sul ponte anche quando la nave naufraga nella nebbia o tra i black out sparsi per la provincia, senza mai perdere il carico di fiducia nel gruppo. I suoi "va bene" a mezzanotte a Castel Maggiore dopo averne presi otto fanno di lui il valore aggiunto della stagione. Cuor di Leo-ne.

Lattante. Ex calciatore? Anzi, calciAttore. No, forse cacciatore... di talenti. La direzione tecnica da lui diretta dovrebbe scovare fenomeni con tecnica sopraffina, esteti raboniani, dribblomani vellutati. L'ultimo che ha portato è stato Andrea Pasi. Da rivedere.

sabato 29 ottobre 2016

Nella vecchia fattoria







Aquila Claterna e Full Monty 1-1 (1-1).
   Bologna (2-3-1): Romanin, L.Bernardini, Tonielli, Mezzetti, Riera Gonzales, Goteri, Bufalini. (Calabrese, Appignani, Cappa). All.: Zanni.
   Reti: Appignani.

   L.Bernardini: Per la seconda volta è obbligato a sopprimere gli impulsi e a condurre vita castigata, monaco nell'eremo difensivo. Ora et labora. Cilicio.

   Tonielli. Il ruggito del bue. Ringhia e raglia, puntando a spaventare gli avversari con l'imponenza dell'ugola e facendogli assaggiare la consistenza della sua rognosa mole. Mammuth.

   Mezzetti. Metà tempo per metà campo, il bicchiere alla fine è 'Mezzo' pieno, nonostante il riproporsi del tirotto funesto che ne azzoppa le cavalcate. Varenne.

   Riera Gonzales. Lieve folletto del centrocampo si libera della zavorra nelle gambe e dà peso alla prestazione con dribbling saettanti e repentini ritorni sull'uomo, passando in pertugi impensabili. Trilli.

   Goteri. La lezione 'stop-passo avanti-tiro di sinistro' da qualsiasi posizione possibile l'ha imparata a memoria, forse è necessario variare il repertorio, per fare le strofe con il coro e non solo il ritornello. Musicante.

   Bufalini. Movenze antiche per il 'Weah bianco' del Galvani. Ogni giocata salta via un pezzo di ruggine e il motore ha il suono delle fuoriserie d'altri tempi, mai passate di moda. Bugatti.

  Calabrese. Punta all'oscar all'animazione, settore cortometraggi. La tenacia di Anacleto, l'entusiasmo di Little John, la carica sempre a 101. Popeye.

  Appignani. La maglia da eroe della Marvel gli consente di prendersi dei rischi, non a caso segna con un'azione in gioco pericoloso. Come abbia fatto non si sa, forse quelli della mala, forse la pubblicità. Spiderman.

  Cappa. Il primissimo approccio è thriller, chissà se diventerà un K-iller. Tra colpi di K-ung fu e frasette irridenti, tiene comunque botta negli assalti finali e non va mai K-O. Incassatore. 
 
  Zanni. Le migliori ricette nascono dalla scarsità e con gli ingredienti che ha a disposizione riesce a cucinare una zuppa tutt'altro che indigesta. Bottura.

giovedì 20 ottobre 2016

Ospedale da campo









Hammers - Aquila Claterna 5-1 (3-1).
   Aquila Claterna (2-3-1): Romanin, Pasi, M.Bernardini, Mezzetti, Appignani, Capaci, L.Bernardini. (Calabrese, Riera Gonzales, Goteri). All.: Zanni. Viceall.: Lattante.
Reti: L.Bernardini.

Pasi: Le due fasi le fa a piccole dosi, forse teso per la tesi attesa da mesi. Chiusi i malintesi, cresce nella ripresa insieme alla difesa. Fresa.

M.Bernardini. Come chi scivola alzandosi dal letto, o si ammala ai primi freddi, inizia la stagione col piede più che mai... sbagliato. Ora stampelle e caldarroste, per un autunno da rivedere. Iellato.

Mezzetti. Dalla terra dei Boeri spunta un'antilope per le desolate savane delle fasce nostrane. Al debutto saltella e bruca, mostra doti da erbivoro vorace. Springbok.

Appignani. Salta netti gli aperitivi, sparecchia i tavoli, ignora gli inviti dei compagni, confonde i regali, distrugge ogni buona azione da qualsiasi parte essa provenga. Organizzare il centrocampo non è certo come preparare un matrimonio! Ambiguo.

Capaci. Filippo 'piè veloce' talvolta non riesce a controllare i nuovi calzari e il trenino supersonico rischia di deragliare, ma le stazioni da visitare da qui alla fine dell'anno sono infinite. Italo.

L.Bernardini. Festeggia San Luca anticipando Halloween con una zuccata vincente. In attesa del ponte deve costruire un muro, costretto ad arretrare prima dell'ora legale. Gambero.

Calabrese. Gli anni passano anche per lui, con quell'aspetto da eterno ragazzo è ormai uno dei senatori. Non è ancora tempo però di passare insieme a Gianni alla Nazionale cantanti. Peter Pan.

Goteri. Le foglie morte rappresentano un'irrinunciabile specialità di stagione, in una prestazione ravvivata dalla consueta tempra caliente. Nella giostra dei ruoli riesce a non soccombere ai capogiri. Ondivago.

Riera Gonzales. Tuttofare tascabile, 'speedy' è ovunque, ma deve scoprire il gusto pepato della finalizzazione. Se il genietto uscirà dalla lampada tanti desideri saranno esauditi. Aladin.

Zanni. Dare equilibrio ai reparti è un compito affascinante ma duro anche per un infermiere con anni di esperienza. Lui risponde presente, alle prese con un gruppo di impazienti variegato, dalla geriatria all'igiene mentale. Casa di cura.

Lattante. Il paziente numero uno promosso assistente capo: dalla bAnca alla pAnca, una nuova vita per steve lasci-Anc? Anchilosauro.

martedì 29 marzo 2016

Osteria numero sette



Aquila e Drink Factory 4-4 (1-3).
   Aquila (2-3-1): Romanin, M.Bernardini, Rinaldi, Lattante, Appignani, L.Bernardini, Gentili. All.: nessuno. Verso Londra: Summo.
   Reti: L.Bernardini (2), Gentili, M.Bernardini.

M.Bernardini. Sportellatore polifunzionale, propone soluzioni innovative che soddisfano utenti di ogni posizione e fascia. Onnivoro.

Rinaldi. Inizialmente ammortizza un cliente scomodo, poi con la sagacia di un antico precettore ellenico istruisce un allievo apatico. Socratico.

Lattante. Per contattarlo spedire una lettera in via crucis senza fine. Ma più che in una stazione nel tempo e nello spazio si colloca in una perenne sala d'attesa. Limbo.

Appignani. Nel campo dedicato a Nettuno spunta un erede di Thor: dopo essersi martellato il proprio dito, dirige l'epica arma anche contro bersagli più consoni. Vichingo.

L.Bernardini
. Le stelle sono la doppietta consecutiva, le stalle sono gli ultimi 20 secondi, il passaggio è quello che (forse) avrebbe potuto provare a fare. Cocchiere.

Gentili. L'uomo ragno tesse trame di gioco interessanti e avvolge le sue prede, quando non si ingarbuglia nella sua stessa tela pregiata. Narciso.


venerdì 18 marzo 2016

Primavera d'intorno brilla nell' aria




Aquila Claterna batte AC Picchia 3-1 (2-0).
   Aquila Claterna (2-3-1): Romanin, Checchi, Pasi, Gentili, Appignani, L.Bernardini, Tonielli. (Goteri).
   Reti: L.Bernardini (2), Appignani.
   Espulso: Goteri.

Checchi. Ottura la carie, scalpella il tartaro, si prodiga in estrazioni al limite della scienza medica e delle sue possibilità articolari. Colgate.

Pasi. All'improvviso un lavoratore, non improvvisa nulla dietro la scrivania né dietro gli scatti degli avversari. Il risveglio del forzuto. Rinnovato.

Gentili. O la borsa o la vita, ma il ladro non è un killer e si impietosisce davanti alle sue vittime tramortite. Lupin.

Appignani. Se il portiere avesse previsto tutto questo, le sue infide conclusioni, non sarebbe svenuto. Quando ne ha voglia, senza applausi o fischi, si assume i suoi rischi, non spara solo cazzate. Avvelenato.

L.Bernardini. Il bob gli ha messo il turbo e lui si concede il bis, non solo a tavola. Nell'ultima settimana d'inverno, trova la prima vera gioia della stagione e le speranze dell'Aquila fioriscono come bucaneve. Bombardiere.

Tonielli. Piaggio lo spiaggia, la batteria si conferma esausta, ma in lontananza il motore romba ancora di un'antica passione. Highlander.

Goteri. Fa di tutto, ma proprio di tutto, per farsi cacciare. Comincia in treno, con gli sputi ai controllori. Prosegue in spogliatoio, sospettato del furto di bagnoschiuma. In campo irriverente, deride compagni e avversari e infine l'arbitro non può far altro che mostrargli il rosso. Chianti.

giovedì 3 marzo 2016

Ipnotizzati





Aquila Claterna e i Cobra 4-4 (0-1).

Aquila (2-3-1): Romanin, Tonielli, M.Bernardini, Lattante, L.Bernardini, Appignani, Gentili. (Goteri, Calabrese). All.: Berti. Supporter: Summo.
Reti: Lattante, L.Bernardini su rigore, Gentili (2).

Tonielli. Fa indigestione di fair play, si sazia della sua stessa correttezza. L'arbitro non è di suo gusto, i garretti degli avversari non li assaggia neppure. Satollo.

M.Bernardini. Saltella come può sul prato, ma quando si specchia nel pollo più unto del pianeta e incredibilmente si vede riflesso scopre il senso della sua giornata. Olio cuore.

Lattante. Più che lo spaventapasseri del Mago di Oz pare l'uomo di latta alla ricerca del cuore che pensa di non avere. Arrugginito, segna con freddezza il primo di quattro nel giorno che capita una volta su quattro. Bisestile.

L.Bernardini. Firma il rigore come il contratto, sperando che anche l'offerta di birra sia a tempo indeterminato. Ringalluzzito.

Appignani. Mutatis mutandis, rimane in mutande. Colpito nell'intimo dalla giostra dei cambi, scende al volo per un paio di buoni suggerimenti. Gattopardo.

Gentili. Disarcionato dal suo destriero e ammaccato, il cavaliere dell'ordine di San Giacomo si rialza e scaglia i suoi dardi contro il cobra alato. Incantatore.

Goteri. Si appisola sul treno e si risveglia nell'Isola che non c'è, dove lo eleggono leader dei bimbi sperduti. Trilli.

Calabrese. Il principe Giovanni in panchina gli dà fiducia, lui lo ripaga con alcune mosse degne di sir Biss, anche se fatica ad insinuarsi tra le maglie avversarie. Sibilante.

Berti. Sovrano di una squadra piovosa, il suo reame affoga negli scrosci improvvisi. Ma non ha nulla da temere, perché come Artù ha trovato una sua Ginevra. Excalibur.  

Summo. Look da esploratore di terre desolate, è ormai pronto per rimboccarsi le maniche al di là della Manica. New World.

giovedì 18 febbraio 2016

Cartoon





Aquila batte Drink Team 2-1 (1-0).
   Aquila (2-3-1): Romanin, Pasi, Tonielli, M.Bernardini, Appignani, S.Bernardini, Gentili. (Calabrese, Goteri, Taddia).
Reti: L.Bernardini, Gentili.

Pasi. Tiene insieme paurosi lisci, ruvide entrate e sprazzi di lucidità. Part time o a tempo pieno, le sue tutele per la squadra sono sempre crescenti. Jobs Act.

Tonielli. Pippo Baudo? Pippo Franco? Pippo Calzelunghe? Chi chiamava a squarciagola difficilmente si saprà, ma quando passa ride tutta la città. Disney.

M.Bernardini. Già studente modello in aritmetica, se ne intende anche di angoli e geometria. L'esame più difficile però lo supera nel secondo tempo, quando si destreggia alle prese col 'latino'. Poliglotta.

Appignani. C'era una volta un centrocampista con l'anello al naso che voleva segnare e poi metterselo al dito. Il bel tomo ci provò, il suo dito si gonfiò, ma tanto il gol non arrivò. Figaro.

L.Bernardini. Tuona e mugghia nel diluvio, partono folgori anche in senso contrario. In attesa che torni il sereno, trova comunque il modo di aprire le danze della pioggia. Furia.

Gentili. Borseggiato e sbeffeggiato, impara la lezione e si trasforma in 'mano lesta', indovinando un colpo da play-ground. All star game.

Goteri. Salta tutto il primo tempo, balza dentro e rischia di metterla nel marsupio, ma finisce per zompare addosso all'attaccante. Canguro.

Taddia. Macchinina elettrica che fa il pieno di energia, non rimane in riserva e gira a mille anche con le mescole da bagnato. Duracel.

Calabrese. Balla il tip tap per evitare l'ennesimo pestone, sembra morsicato da un nugolo di formiche. Ban-dito.

martedì 26 gennaio 2016

Conciati per le festival



Selecao batte Aquila Claterna 4-2 (2-0).
   Aquila Claterna (2-3-1): Romanin, Pasi, Tonielli, Lattante, L.Bernardini, Broccardo, Gentili. (Goteri, M.Bernardini). All.: Berti e Fornasari.
   Reti: M.Bernardini, Gentili.

Pasi: L'ultimo giapponese resta in trincea anche quando Iwo Jima è in mano ai marines. Vorrebbe usare la frusta coi compagni, gli rimane un pugno di frustrazione. Samurai.

Tonielli. Cerca e non trova il mantello da supereroe e perde le staffe contro un arbitro da fumetti. Anche per questo sembra quasi credibile quando dice che lo ha mandato a far delle... vignette. Collerico.

Lattante. Prende troppo sul serio l'elemosina e dissemina sulla sua strada palloni per chi non ne ha. L'unico voto possibile è quello di povertà. Francescano.

L.Bernardini. L'onda lunga delle feste non lo risparmia, il carnevale lo sommerge prima del tempo. In mezzo al guado, inevitabilmente boccheggia. Gambero.

Broccardo. Lo Spice-Boy di gennaio è stato un acquisto a gettone d'oro, peccato che nell'ultima partita la vena aurifera si sia esaurita, così come una parentesi troppo breve. Stagionale.

Gentili. Segna un gol difficile di sinistro, dopo averne sbagliato uno facile di destro. Per andare a casa è passato da Rovereto, con tappa a Fabriano. Labirintico.

Goteri. Reduce dall'odissea con Trenitalia, non ha smaltito del tutto il fuso orario ferroviario. Di volontà ne ha a vagoni, ma ogni tanto i suoi tentativi deragliano. Cuccetta.

M. Bernardini. Con la stessa maestria con cui rifornisce di indumenti tutta la squadra, ripulisce palloni, asciuga, stende, stira e deposita un pacco ben piegato in fondo alla rete. Lavandaia.

Berti & Fornasari. Tifano in coro, improvvisano duetti di schiamazzi, mossette e gridolini, ormai pronti per l'Ariston. Al Bano e Romina.

giovedì 21 gennaio 2016

Una panchina per due




Aquila batte Salentodorica 5-4 (2-2).
Aquila (2-3-1): Romanin, Pasi, Tonielli, Lattante, Appignani, M.Bernardini, Gentili. (Broccardo, Calabrese). All.: Fornasari e Berti.
Reti: Gentili, Broccardo (2), Tonielli, Appignani.

Pasi. Quando la temperatura cala gli orsi polari sono nel loro habitat naturale. Rompe subito il ghiaccio e non smette di uscire a valanga. Abominevole per gli attaccanti avversari. Yeti.

Tonielli. Vola sulle ali del cappone, mette le zampe su almeno tre gol. E intanto Hollywood lo cerca per il sequel di 'La caduta'. Golden Globe.

Lattante. Le ore al dormitorio lo fanno entrare in campo con la beretta da notte. Si desta nel secondo tempo, quando la finisce di parlare nel sonno con i suoi presunti conterranei e finalmente fa sognare i compagni. Pisolo.

Appignani. Dopo il suo gol hanno convocato un conclave. Quando ha rischiato di segnare il secondo è dovuto intervenire San Pietro in persona per scongiurare danni maggiori. Appostata.

M.Bernardini. Prodotto della moderna flessibilità: da autista a centrocampista, dalla distinta alla grinta, dall'amministrazione del condominio alla giocata di raziocinio. Tuttofare.

Gentili. Si spacca in due per aprire la rimonta, ma ha il fisico di uno sbullonato. A fine gara si dissolve, si rimaterializzerà per il suo decimo tempo di giornata a sorpresa al Re Artù. Teletrasportato.

Broccardo. Sicario in colletto bianco, si alza dalla panchina e non fa sconti a nessuno. Tratti scandinavi, giocate calienti. I compagni lo ribattezzano Lost, ma le vince quasi tutte. Letale.

Calabrese. Attaccante smart, fluttua nella rete e verso la rete, ma finisce contro la rete senza tanti complimenti. Wireless.

Fornasari & Berti. Greggio e Iacchetti della panchina, tra ululati, sketch e folklore riscaldano il clima e sostengono la squadra anche quando sarebbe da tapiro. Unione civile.

mercoledì 13 gennaio 2016

Vento di passioni




Aquila e Old Cluricaune 2-2 (2-1).
   Aquila (2-3-1): Romanin, Pasi, M.Bernardini, Lattante, Appignani, Broccardo, Gentili. (Rinaldi, Goteri, Calabrese).
Reti: Broccardo (2).

Pasi. Gioca agli autoscontri al volante di un Suv, travolge chi incontra senza badare al codice della strada. Toglie dal pentolone le castagne dal fuoco, spesso anche da quello amico. Monovolume.

M.Bernardini. Difensore sale e pepe, come certi stopper anni '90. Inizialmente accusa le festività, poi contribuisce a sparecchiare i cenoni imbanditi. Darebbe anche lo straccio in terra. Viakal.

Lattante. Fischia il libeccio, ma per lui è un vantaggio. Abituato a correnti contrarie, spende poche parole all'aria. Qualche battaglia contro i mulini, prova giocate di respiro, non sempre riescono. Ma domani... è un altro giorno. Via col vento.

Appignani. Al centro della tempesta riesce a non farsi disarcionare dai flutti. Aggancia palloni come Capitan Uncino, li risucchia come Spugna, qualcuno lo smarrisce sull'Isola che non c'è. Bucaniere.

Broccardo. Doppietta da esperto cacciatore di frodo: prima impallina un gruppo di tordi che si alza in volo, poi dimostra di saperci fare anche con l'arco e le frecce. Esordio coi botti, che si era tenuto da capodanno. Bracconiere.

Gentili. Isolato tutto il giorno senza cellulare, gli tagliano le comunicazioni anche in campo. Tutto solo là davanti prova tanti segnali di fumo, ma recapita anche qualche prezioso messaggio in bottiglia. Naufrago.

Rinaldi. Ciak, si gira: e partono scene destinate ad un pubblico adulto. Poi si accorge che i film d'essai non fanno per lui e recita una parte importante nel cinepanettone della difesa, senza affidarsi a controfigure. Trasformista.

Goteri. Dal Sudafrica a via Libia, dalle savane al Savena. Un safari diverso, ma non privo di suoi spunti... esotici. Springbok.

Calabrese. Marchiato a fuoco da una tacchettata sulla gamba che sembra un morso, ne fa un brand di sicuro successo. Inventore.

venerdì 21 novembre 2014

mercoledì 29 ottobre 2014

Rimonta indiana



Aquila batte Akatsuki 4-1 (0-1).
   Aquila (2-3-1): Romanin, M.Bernardini, Summo, Lattante, Appignani, L.Bernardini, Gentili. (Calabrese, Diazzi, Rinaldi). All.: Fornasari.

M.Bernardini: Caporeparto di un settore che non risente della crisi di manodopera, non si limita al compitino, ma propone creative soluzioni per andare all'attacco dei mercati concorrenti. Presenzialista.

Summo: Ogni volta che raggranella faticosamente un po' di energia, pesca tra gli imprevisti qualche noia muscolare, che lo rispedisce impietosamente nel vicolo stretto della sua infanzia. Ma ogni volta allo stesso modo si rialza e contribuisce alla conquista del parco della vittoria. Bastione Gran Sasso.

Lattante: Con la testa al guru Velasco si butta con le mani sul pallone, usa i dischi di ghisa in panchina per sferzare i bicipiti e lanciare i pesi il più lontano possibile, la palla la manda sempre oltre i pali come nel rugby. Soluzione multidisciplinare con totale assenza di calcio. Eclettico.

Appignani: Disegna campanili, arcate e cupole da far invidia a Brunelleschi, quando abbassa la mira la vena classica lo abbandona e prevale il surrealismo. Appicasso.

L.Bernardini: Non vorrebbe la fascia, né giocare in fascia. Il risultato sono le conclusioni da fascia protetta, poi s sblocca nel finale e la tensione si sfascia. Sala gessi.

Gentili: Un mimo implume ha preso il posto del troll barbuto, ma il prodotto non cambia. Inizialmente incespica nei suoi stessi volteggi poi trova lo svolazzo giusto per il gol numero 6. Circense.

Calabrese: Arriva in apnea dall'ufficio e quando entra è ancora nella parte del commesso che vorrebbe piazzare l'ultimo iPhone, in parte ci riesce. Marketing.

Diazzi: Cavallo Diazzo guida la rappresaglia al forte delle giacche azzurre, sfreccia e incendia le praterie di Riale e si porta a casa gli scalpi dei visi pallidi Akatsuki. Indianapolis.
 
Rinaldi: Ormai si porta dietro dieci mute alla volta per essere pronto a scendere in campo ad ogni ora del giorno e della notte, in qualsiasi posto e con qualsiasi ruolo. Trasformista.

Fornasari: Sa bene che le migliori ricette nascono dalla scarsità, mischia e capitalizza gli ingredienti a disposizione e ottiene un piatto regale. Chef. 

mercoledì 22 ottobre 2014

Golden Age




Aquila - Dinamo Bastelli 2-2 (1-1).
   Aquila: Romanin, Checchi, Bernardini M., Lattante, Appignani, Tonielli, Gentili. (Diazzi, Rinaldi, Calabrese). All.: Fornasari.
Reti: Diazzi e Gentili.

Checchi: Dirige il traffico nell'ora di punta con molte multe salate agli adolescenti indisciplinati e ben poche constatazioni amichevoli. In certi casi tampona lui stesso i conducenti e per sua fortuna nessuno lo sanziona, nemmeno per emissioni tossiche di chiara rilevanza penale. Autovelox.

Bernardini M.: Partecipante ad un premio canoro con Disperato erotico stop, scopre a sue spese la dura legge dell'autogol e obbliga il suo portiere ad una costante vita spericolata. Juke Box.  

Lattante
:
Chiede il cambio, ma non era stanco. Propone di fare metà pizza, poi si ordina una saracena. 'Per Luca prendo una mazza da baseball', e sappiamo com'è finita. 'Ciao ragazzi vado a letto...' e chissà dove lo hanno trovato. Mister Hide.

Appignani
. Con la mossa del calamaro di fiume draga i fondali alla caccia di pesci palla da arpionare. Le imprese ittiche gli valgono la nomea di centrocampista tentacolare, ma i suoi gol sono ancora una scommessa da pescatore. Palombaro.

Tonielli: L'unica partita che conosce è quella di oppio taiwanese che qualcuno gli infilato a tradimento in valigia nel volo per Bologna. A parte qualche calcione nel mucchio, questa volta di stupefacente c'è solo quello che ha assunto. Morfeo.
 
Gentili:
Fin che la barba va... crescono i gol. Trova nella peluria facciale la sua arma segreta, trasforma in rete tutto quello che tocca. Sansone.

Diazzi: Come un alunno scapestrato fa fuga i primi due giorni di scuola, ma deve aver copiato da qualcuno bravo perché recapita subito un compito da dieci. Gian Burrasca.

Rinaldi: Nonostante dorma un'ora per notte non approfitta della panchina, ma è ben pronto, appena entra, ad impegnare i gioielli di famiglia per la causa comune. Ha perso chili, non gli attributi. Broker.

Calabrese
: Usa l'astuzia segreta dei suoi padri per carpire un'ammonizione oscura, andando a frugare negli antichi regolamenti giapponesi. Il ragazzo col kimono golden da lunedì ha un solo nome, scritto col fuoco. 'Nin-Ja'.   

Bernardini L.: In purgatorio per i suoi 30 anni sceglie il silenzio dell'innocente, pronto a vivere la sua vera età dell'oro. Rockfeller.


giovedì 16 ottobre 2014

Guerra e pace



Aquila Claterna e Osteria della pace 2-2 (1-1).
    Aquila (2-3-1): Romanin, Checchi, Bernardini M., Lattante, Appignani, Bernardini L., Gentili. (Calabrese). All.: Fornasari.
    Reti: Gentili, M.Bernardini.    

   Checchi: Dispiace per l'avvocato Tacopina, ma il vero americano di Bologna lo abbiamo in squadra da un pezzo. Chiamato nelle cause più ardue, si dimostra difensore di rara efficacia. Sceriffo.
    M.Bernardini: Provato in innumerevoli cene di famiglia, lo schema dei fratelli 'Biliardini' riesce come meglio non potrebbe: colpo da croquet, gambe spalancate e pallina a trovare il palo-gol sul filo. Bisturi.   
  Lattante: L'energia del sole di Puglia ha caricato a vita i pannelli forgiati in mille corse tra Otranto e il Reno. Telaio da spider rombante, s'ingrippa in curva. Marine.
    Appignani: Colletto bianco lanciato all'attacco dei benzinai mutanti, fa il pieno di carburante e incendia tutto quello che trova sulla sua strada. Molotov.
    Bernardini L.: Il grande capo Aquila Rossa è costretto a dissotterrare l'ascia di guerra, ma alza un po' troppo il gomito e l'acqua di fuoco gli fa perdere in sobrietà. Sioux.
    Gentili: Il cavaliere oscuro è già capocannoniere della squadra e questa è notizia che dovrebbe rischiarare i cieli di Gotham City. Bruce Wayne.     
    Calabrese. Direttamente dalla terra di Holly e Benji invece che apprendere le tecniche dei gemelli Derrik ha scelto l'arte marziale di quest'anno, irridendo i dubbi dei compagni: il sumo. Imperiale.

giovedì 9 ottobre 2014

A tutta birra



Aquila Claterna batte Gli Sbabbari 9-0 (3-0).
   Aquila (2-3-1): Romanin, M.Bernardini, Summo, Lattante, Appignani, L.Bernardini, Gentili (Tonielli). All.: Fornasari.
   Reti: Gentili (3), Tonielli (3), Lattante (2), Bernardini.


M.Bernardini: L'unica spina nel fianco per lui potrebbe arrivare da un riccio errante in cerca di gloria, ma anche la capacità offensiva del porcospino è annullata prima del via. Guardiaboschi.

Summo
:
Alimentato da una turbina installata durante l'estate che ne ha raddoppiato le prestazioni, ha concluso l'estenuante ricerca della forma perduta. Viaggia in prima classe, ritmo da Premier. British.

Lattante:
Ossessionato da selfie, specchi e autoscatti, trova il riflesso giusto stampando il colpo dello stinco di santo, che lo porta due volte in paradiso. Esteta.

Appignani: Prima gioca con gli autoscontri a Mont Martre, poi va con il trattore sugli Champs Elyseés, quindi entra in macchina a Notre Dame e finisce in scivolata sulla Gioconda. Impressionista del takle, fa tremare la tour Eiffel. Guascone.

L.Bernardini: Dirige i venti e le tempeste, infilza tonni, sgombri e sardine, comanda con autorità e saggezza la pesca miracolosa, si gode un mare a forza nove. Nostromo.

Gentili: Attaccante col cuore di tenebra, in campo non sorride ma pennella gioie per se stesso e per i compagni. Opportunartista.

Toniell
i:
Salta dentro alla partita come uno che non mangia da settimane: si serve da solo un tris di primi poi pensa ad apparecchiare e sparecchiare senza pietà. Bulimico.

Fornasari. Con un discorsetto da educanda moralizza la squadra e la compatta, non si aspettava nemmeno lui un voto così alto in pagella. Paternale.   
       

martedì 8 ottobre 2013

In castigo





Se il buon giorno si vede dal mattino, l'Aquila farebbe meglio a tornarsene a letto. Più che l'oceano d'acqua che affoga i germogli di speranza degli uomini di mister Fornasari, la sveglia arriva da tre squillanti ceffoni, tre schiaffi all'idea di affrontare l'anno a viso aperto. Punizione troppo severa per un gruppo che ogni volta che ricominciano le scuole torna bambino, oppure scossa salutare? Al tempo l'ardua sentenza, intanto proprio di punizioni ancora una volta l'Aquila perisce, finendo dietro la lavagna prima che cominci la lezione.

   Fornasari opta per un 2-3-1 classico, con Bernardini junior sequestrato dai nuovi parastinchi, Rinaldi alla caccia di vecchie scorribande. A centrocampo, 'hawk-eye' Appignani deve brevettare la super-vista, Tonielli entrava a gambe unite fin da quando aspettava il passaggio su viale Togliatti, mentre Summo ha velleità di schemi su calci piazzati. Davanti Gentili naufraga presto in un altro oceano, troppo pacifico, di solitudine.

 Ma il primo tempo scivola via come la pioggerella che inizia a cadere, e le due squadre tutto sommato si equivalgono. L'Aquila tiene e qualcosa crea, qualcos'altro forse spreca. Quando ritorna in campo c'è anche Sciscio, che oltre ai pettorali prova a scolpire una trincea sulla destra, Bernardini Senior ha prenotato un nuovo viaggio a Cuba per riprendere il fiato perduto e portare qualche sigaro per il Ninho, così la smette di 'ciccare' occasioni dorate.

  All'improvviso è Appignani a ripiegare e stendere un uomo, un fallo come altri. Ma la palla calciata con furbizia si infila tra i due Bernardini che come giganti dai piedi d'argilla non riescono a opporsi, una mezza deviazione ed è l'1-0. L'Aquila si scuote, inevitabilmente si espone. Tonielli guadagna un fallo al limite dell'area: l'unica ricostruzione disponibile, ottenuta dopo un attento esame delle videocamere di sorveglianza racconta di un Summo che tenta probabilmente di ricavare un prezioso giallo, calcia sulle gambe di un difensore, purtroppo parte però il contropiede che sorprende tutti e infila Romanin con un tunnel beffardo.

Due gol, due episodi, ma è un colpo da ko. La banda Fornasari suona nuovamente una carica disordinata, gli Ocean's Eleven strabordano fisicamente e trovano addirittura il tris quando l'uomo più grande del mondo vince il campionato delle sportellate prima con Tonielli, poi con i parastinchi di Bernamin, quando ormai scorrono i titoli di coda e la settimana si presenta durissima. No, non perdete la fiducia ragazzi, non va poi male come si crede. E sulla lavagna, così come sulla stagione, c'è ancora tanto da scrivere.

sabato 25 maggio 2013

Sforzo supplementare



Olympic Panic batte Aquila 1976 7-4 dopo i calci di rigore (3-3 dts).
Aquila: Romanin, Checchi, M.Bernardini, Lattante, L.Bernardini, Diazzi, Gentili. (Solini, Calabrese). All.: M. Rinaldi.
Reti: L.Bernardini, M.Bernardini, Gentili.

Checchi: Un po' come Beckenbauer con il braccio al collo in Italia-Germania 4-3, la spalla del tennista gli evita i contatti, ma gli conferisce un'aura di eleganza d'altri tempi. Illibato.

M.Bernardini. Il più grande spettacolo arriva quando la torre del Big Bang si sradica dalle fondamenta e puntuale suona il rintocco del pareggio. Svizzero.

Lattante. Il suo tendine da Killer gli ammazza buona parte della creatività, ma le sbarre imprigionano chi prova a superarlo.  Sicario.

L.Bernardini.
Quando gli nascerà un figlio, purtroppo per lui avrà un padre che ha sperimentato tutti i tipi di punizione, diventando uno specialista del genere. Castigatore.

Diazzi.
Le sue sgroppate sono semi di panico che germogliano tra le gambe dell'Olympic, la sua corsa sarà sempre utile a questa causa. Babau.

Gentili. ''Devono sudarsela!'': irriverente grida la sua battaglia, scagliando dentro alla fine della fine il sogno supplementare. Inesauribile.

Solini. Beep-beep infiammava il terreno nella parte destra del campo, ma Will il Coyote ha dato fondo alle riserve di trucchie per una volta ha vinto la sfida contro lo stupido struzzo. Poi la consueta scalogna finisce contro un palo. That's all folks.     

Calabrese. Se la ginocchiata da kick-boxer imparata in una vita precedente andava a segno, sarebbe stata una ciliegina sulla torta del progresso. Upload.

mercoledì 8 maggio 2013

Banda di Shpalmanati




Aquila e Maracana 2-2 (1-0).
Aquilla: Romanin, Checchi, L.Bernardini, Solini, Gentili, Fornasari, Calabrese. All.: in campo.
Reti: Bernardini L., Gentili.

Checchi: Il grembiule e il cappello da cuoco per cucinare un'ottima ciambella di salvataggio, seppur con qualche buco. Chef d'altri tempi, sguattero all'occasione. Nouvelle Cousine.

L.Bernardini. Soprattutto, salva l'onore e il morale della ciurma. Capitano di una flotta scalcagnata punta la terra in vista e non ascolta le sirene che volevano evitare un naufragio. Legato all'albero maestro, ha ragione lui e l'agognato arrembaggio è suo, sua la scarica di mortaio che limita il vascello nemico. Bombardiere.

Solini: Si registra in corsa, a metà dell'opera trova il ritmo e contribuisce sensibilmente alle inevitabili barricate. Fine di stagione in crescendo, se fosse una figura retorica non ci sarebbero dubbi: Climax.

Gentili: Scosciatone nostro, abituato a sfrecciare in Ferrari si trova suo malgrado al volante di una Panda. Poco Ibrahimovic, tanto Moscardelli. Immolato.

Fornasari: Butta via lavagnetta e consigli, veste i panni del soldatino. Mark Iuliano è il suo modello, ma si sente un po' The Wall. Votato.

Calabrese. Pressa che ti passa, passa che ti presso. Corre a richiesta, molla qualche calcetto, costruisce sponde e volontà. Promosso senza debiti, il massimo dei voti in dedizione. Allievo.