mercoledì 14 marzo 2012

Martedì 13



Bombers batte Aquila 4-3 (1-1).
Aquila (2-3-1): Romanin, Checchi, Bernardini M., Diazzi, Appignani, Bernardini L. Gentili. (Rinaldi, Lattante, Summo, Calabrese). All-gioc: Checchi.
Reti: Bernardini L., Gentili, Diazzi.

Checchi: Si carica sulle spalle il gramo compito di gestire. Parte in stile Gullit, conclude da Panatta. Osserva e decide, per una volta porta a casa il fiato e le ginocchia lisce. E in fondo, gli va bene così. Navigato.

Bernardini M.: Tic-Tac, Tic-Tac. L'orologino della difesa è ormai un pendolo tra vigore e affidabilità. Non si perde in filosofate, pensa a giocare. Pragmatico.

Diazzi: Non si contano i cross radenti, si ripropone e si ripropone e si ripropone. Guida il tosaerba, bruca la fascia, con le forbici spunta i ciuffi ribelli. Barbiere.

Appignani: Si logora nell'andare a rimpallare. Bim, bum, bam, alla fine Appinator perde i pezzi e gli parte un piede, che va a carambolare sul pallone decisivo. Indovinerà la porta giusta. Terminato.

Bernardini L.: Il dardo magnifico si infrange sulla parte interna dell'interno del palo. La gloria a volte è questione di istanti, la teoria del caos è sempre in agguato. Prima c'era stata la dimostrazione che la forma migliora. Scalognato.

Gentili: Più cresce e più caccia via gli antichi vizi (solo un paio i sombreriti, i tacchi li ha lasciati nello sgabuzzino), con la lima alla ricerca dell'essenziale. Là davanti è uno sherpa in Tibet. Ambasciatore.

Rinaldi: La difesa ha sbagliato poco, lui si è sentito poco, buon segno. Parla con la massa, lascia agli altri le dispersioni. Placato.

Lattante: Il termometro in bocca, il pigiamone. Un bel bagno nella camomilla prima di giocare e il letargo è servito. Bonomelli.

Summo: E venne il tempo delle discussioni. Periodo un po' sgangherato, ma il cuore va oltre l'ultimo ostacolo. Fatica, ma c'è. Cerca di scuotere la rabbia coi tirazzi da fuori. Appassionato.

Calabrese: A Braccino piacevano gli spinaci, non la Redbull. Trottola e trittola, prima o poi si fermerà. Sorrisi e trasporto. Infervorato.

martedì 6 marzo 2012

Scende la pioggia e l'Aquila va



Aquila batte Pn Fc 4-2
Aquila (2-3-1): Romanin, Bernardini M., Rinaldi, Diazzi, Appignani, Goteri, Gentili. (Solini, Calabrese, Summo, Bernardini L., Lattante). All.: Fornasari.
Reti: Rinaldi, Bernardini L., Diazzi (2).

Bernardini M.: Tempismo e solidità. Tiene dietro ai conti con la matita sull'orecchio e con la stessa precisione riempie le caselle della difesa. Ragioniere.

Rinaldi: "Tutto bene, vuoi un caffé? Come sta tua sorella, gli zii, i nipoti? Insomma, a casa tutto bene eh". Poi, zac che ti scatto e porto in vantaggio l'Aquila. Affabulatore.

Diazzi: Due gol opposti, ma di identica bellezza. Esterno e interno si compensano, crede a tutti. Questa volta anche a se stesso. Genuino.

Appignani: Machete e frantoio in mezzo, per macinar e pestar la carne. Peluria da cattivo delle favole che spaventa i bambini, ma fa sorridere i compagni. Barbablù.

Goteri: Continuità. Ed è già una gran bella parola. Qualità in un paio di fraseggi, impara dagli errori. Crescendo.

Gentili: Colla sugli scarpini, non gli sfugge nemmeno un pallone. Questa volta non trova la gioia piena, ma la regala agli amici. Irriverente.

Solini: Santi che pagano il suo pranzo non ce n'è, sulle panchine dello Zoni. Umiltà e sacrificio. Voglioso.

Calabrese: Poche cose, ma massimo risultato. Encomiabile per la semplicità, prima o poi ci regalerà una rete da 'Ibra-Calabra'. Spogliatoio.

Summo: Prende sul personale la sfida con l'attaccante. Prima si fa girare intorno, poi però gli fa capire con chi ha a che fare e gli impone la track-list: ehy boy, have you ever seen the rain? Deejay.

Bernardini L.: Si siede in panchina come l'ultimo arrivato, poi trasforma in oro uno dei primi palloni che tocca. Capitalizzatore.

Lattante: Come Bianconiglio ha paura che sia tardi e vuole buttar subito la palla in buca. Il paese delle meraviglie arriverà, basta aspettare. Furia.

Fornasari: E alla fine si arriva sempre a lui, pilota del sottomarino che sta riemergendo dal mare. Vede gli iceberg prima degli altri e li evita con acume. Stratega.

martedì 28 febbraio 2012

La primavera dell'Aquila


Prima della primavera, l'aria si riempie dell'antico sapor di vittoria. E' intenso e da troppo tempo l'avevamo perduto: ora dobbiamo aiutarci a respirare questo profumo di imprese nuove, per far fiorire un girone di ritorno ancora tutto da disegnare. Come i crochi, che timidi spuntano dalla neve ma sono già il segno di speranza dell'estate che verrà.

Aquila batte Le Madonne di San Luca 3-2.
Aquila: Romanin, Checchi, Bernardini M., Goteri, Appignani, Diazzi, Gentili (Rinaldi, Gargiulo, Solini, Lattante, Calabrese). All.: Fornasari.
Reti: Gentili (2, uno su rigore), Lattante.
Ammoniti: M.Bernardini,

Checchi: Il parastinco che è la sua arma, si rivolta contro al padrone quando questi cerca glorie in zone mai esplorate. Il gol si fa attendere e l'azione lo spompa. Prima però era stato proprietario della sua terra. Latifondista.

Bernardini M.: Guida lui il vascello in mancanza dell'ammiraglio. Figlio minore si merita i gradi e conduce il plotone con ritmo e attenzione. Decorato.

Goteri: Pioggia e sereno, fulmini e vuoti d'aria. Bello, quasi eccessivo quando punge, da tremarella quando deve tenere. I mancini come lui sono così, è la loro natura. Scorpione.

Appignani: Il vagoncino pieno di duracel arrivato da Roma è gia sui binari. Primo tempo compatta, secondo tempo impatta. Ferrotranviere.

Diazzi: Re di battute. A volte fanno ridere, a volte sono d'arresto, o da arresto. Quando riesce a sfuggire di prigione è pure pericoloso. Ondivago.

Gentili: Mammia mia bomber, che gol! E non solo quello, ma anche calci, botte e protezione. Svezzato.

Rinaldi: Ordinato, molto regolare nel primo tempo. Quando ce lo si può permettere è un centrocampista interessante. Entra nel momento della paura, parlotta e riesce a contenere dietro. Impegnativo.

Gargiulo: Rientra, un furgoncino Iveco che si mette in coda al loro capitano. Suona il clacson, lo pizzica, poi prova a toccarlo con mano e si trova il pallone. Preciso.

Solini: Pochi minuti, ma positivi. La ginocchiera è uno status symbol, quando se ne libererà lo rivedremo sgroppare, sempre se prima non ha lanciato la moda. La neve si scioglie, lui maturerà. Bello che sostiene gli altri anche dalla panchina. Germoglio.

Lattante: Non è mai troppo tardi, torna a suonare l'ora di Lascians. Come i grandi attori fanno meglio lo spettacolo delle prove. Poi pennella per il Bomber e va a nanna. Sonnambulo.

Calabrese: Scampoli di volontà e tanta passione per questa maglia. Spunta dal ghiaccio e aiuta la causa dei compagni. Gregario.

Fornasari: Mandato fuori addirittura prima dell'inizio, sta dietro la grata ma non mostra le manette come avrebbe fatto 'mou'. Fondamentale nell'orchestrare un gruppo numeroso. Relazioni esterne.